Le battaglie navali della guerra civile russa, Mar Caspio

Alessandro Lattanzio

Rastroponij

Rastroponij

1918
Aprile, le cannoniere sovietiche Ardagan e Kars bombardano presso Baku le forze zariste.

19 aprile, la cannoniera sovietica Ardagan cattura il trasporto zarista Ondine.

15 ottobre, l’incrociatore ausiliario sovietico Kaspij catturava il piroscafo zarista Nizhnij Novgorod.

16 ottobre, l’incrociatore ausiliario Kaspij, con il supporto delle navi armate Astrakhan e Kudeyr caccia i cosacchi bianchi dal villaggio di Karantinnom e cattura il loro piroscafo Boris.

Kaspij

Kaspij

Ad ottobre, l’incrociatore ausiliario sovietico Makarov-I e le cannoniere Vega e Volodarskij catturavano le navi mercantili zariste nella baia di Staro-Terechnoj: Nikolaj, Bunjan, Moskva, Rossaul, Aleksandr e Bombak.

20 ottobre, il rimorchiatore armato sovietico Mark veniva danneggiato da un gruppo di cosacchi e il comandante ucciso. A fine ottobre, un gruppo di cacciatorpediniere e sommergibili raggiunse la flotta (inviati dal Baltico per ordine di Lenin a rafforzare questo fronte navale navigando attraverso il Volga ed i suoi canali).

11 novembre, battaglia del Golfo di Staro-Terechnoj, gli incrociatori ausiliari zaristi Tsentrokaspij e Orlenka sotto il comando di VA Kukel si scontravano con l’incrociatore Makarov-I e le cannoniere sovietiche Pripjat, Kommunist e Vega. Orlenka e Pripjat furono danneggiate.

8 dicembre, battaglia dell’isola cecena, gli incrociatori ausiliari inglesi Zoroastro e Alla Verdi si scontravano con gli incrociatori ausiliari sovietici Kolumna e Makarov-I sotto il comando di Kronberg, mentre i cacciatorpediniere Dejatelnij e Rastroponij e le cannoniere Sevsk, Vega e Volodarskij appoggiavano lo sbarco sovietico a Staro-Terechnoj. Zoroastro e Alla Verdi furono danneggiati dalle navi sovietiche.

Dejatelnij

Dejatelnij

29 dicembre, gli incrociatori ausiliari inglesi Slava, Venture e Asia distrussero alcune chiatte a Staro-Terechnoj, e catturarono anche una piccola nave-ospedale sovietica.

1919
13 gennaio, gli incrociatori ausiliari inglesi Venture, Slava e Alla Verdi intercettavano una nave sovietica, l’Amasija.

28 febbraio 1919, motosiluranti inglesi attaccavano la nave zarista Lejtenant Shmidt che si rifiutava di riconoscere l’autorità del generale zarista Denikin. Le cannoniere sovietiche Kars e Ardagan furono abbandonate a Baku dal personale sovietico. Finirono sotto il controllo azero.

Ardagan

Ardagan

7 aprile 1919, il motoscafo sovietico Uspekh disertava passando ai zaristi.

19 aprile, l’incrociatore ausiliario inglese Asia attaccava invano un piroscafo sovietico.

23 aprile, l’incrociatore ausiliario inglese Venture attaccava un piroscafo sovietico, senza risultati.

29 aprile, l’incrociatore ausiliario sovietico Kaspij e le cannoniere Kommunist, Spartakovets e Adler sbarcavano truppe a Fort Aleksandr, che si arrese senza opporre resistenza, mentre la maggior parte degli ufficiali era già fuggita. Il porto divenne un’importante base sovietica.

5 maggio, la nave da trasporto zarista Lejla, scortata dagli incrociatori ausiliari inglesi President Kruger e Venture, aveva a bordo la delegazione dell’ammiraglio zarista Kolchak, guidata dal generale Grishin Almarov, diretta presso il generale zarista Denikin, recando piani strategici. Il cacciatorpediniere sovietico Karl Liebknecht riuscì a catturare il Lejla una volta andata via la scorta. Durante l’azione, il capo della delegazione fu ucciso insieme a 1 o 2 suoi uomini.

15 maggio, gli incrociatori ausiliari inglesi President Kruger e Emile Nobel attaccarono le navi sovietiche Alekber e Baku che rimorchiavano le golette Usejn Abbad e Derband, e il cacciatorpediniere Jakov Sverdlov. Le golette furono abbandonate e affondate dagli incrociatori.

Jakob Sverdlov

Jakob Sverdlov

20-22 maggio, battaglia della Baia di Tjub-Karaganskom (o di Forte Aleksandr). Gli inglesi schierarono gli incrociatori ausiliari President Kruger (ammiraglia con 4 cannoni da 102mm e 1 da 75mm), Zoroastro, Emile Nobel, Asia, Venture, Castle of Windsor, la portaidrovolanti Aladir Usejnov e la nave appoggio motosiluranti Sergie, sotto il comando di D. Norris. Le navi sovietiche erano inferiori sia per numero che potenza di fuoco: l’incrociatore ausiliario Kaspij (4 cannoni da 102mm), il cacciatorpediniere Moskvitjanin, il posamine Demostene, la batteria galleggiante 2 (con 2 cannoni da 152mm), i sommergibili Minoga e Makrel e 6 pattugliatori (nel porto c’erano anche 18 mercantili e navi di supporto, tra cui la nave-deposito Revel). Al comando sovietico vi era AV Burov, anche se le decisioni furono prese dai soviet dei marinai. Nel giorno della battaglia gli inglesi avevano 5 incrociatori ausiliari che non appena si avvicinarono al porto furono attaccati da tre motovedette sovietiche: la Shastlivij si arenò in questa azione; quando le navi inglesi aprirono il fuoco la batteria galleggiante 2 colpì l’ammiraglia inglese President Kruger e l’Emile Nobel. Le navi inglesi si ritirarono. Ma Norris raccolse le sue navi ed attaccò di nuovo quelle sovietiche. La batteria galleggiante 2 fu affondata con la perdita di 12 uomini. Il cacciatorpediniere Moskvitjanin s’incagliò. La Revel, carica di carburante, fu colpita incendiando il porto, danneggiando il sommergibile Minoga, prima di esploderee distruggendo il piccolo posamine Tuman, le navi ausiliarie Gelma e Zoroastro e numerose chiatte. L’esplosione danneggiò il Demostene, mentre il Kaspij fu colpito dal nemico. Non appena gli inglesi si ritirarono, i soviet organizzarono un convoglio di cinque navi per l’evacuazione. Il giorno successivo, l’ultimo idrovolante dell’Aladir Usejnov sganciò una bomba sul relitto del cacciatorpediniere Moskvitjanin. Il secondo convoglio di evacuazione fu guidato dal Kaspij, con a bordo l’intera guarnigione di 400 uomini, e seguito da tutte le navi rimaste. President Kruger e Venture tentarono di attaccare il convoglio, ma l’arrivo dei cacciatorpediniere Karl Liebknecht e Jakov Sverdlov ricacciò gli inglesi.

Moskvitjanin

Moskvitjanin

30 maggio, il piroscafo armato sovietico Elisaveta si scontrò con due golette zariste.

Fine maggio e giugno, la flottiglia di 9 golette corsare zariste svolse una campagna sotto il comando di Shubert, sequestrando 2 piccole navi da trasporto, 1 goletta e 3 motoscafi.

Giugno, le navi da guerra sovietiche divennero più attive, sostenendo la contro-offensiva dell’Armata Rossa contro i zaristi a Tsaritsin (poi Stalingrado, oggi Volgograd).

Estate 1919, una flottiglia di una dozzina di golette di proprietà privata a Baku contrabbandava petrolio nel territorio sovietico. Durante la campagna navale del Mar Caspio furono contrabbandate da Baku 20000 tonnellate di carburante e 3000 tonnellate di olio lubrificante, rifornendo l’Armata Rossa.

16 luglio, la cannoniera zarista Arag si scontrava con due piroscafi armati sovietici.

27 luglio, le golette corsare si erano infiltrate nella foce del Volga, venendo però intrappolate da numerose navi armate sovietiche. I bianchi furono costretti ad autoaffondare i piroscafi Ekaterina e Sinovja. Lo stesso giorno il pontone armato sovietico 4 si scontrava con la cannoniera zarista Arag e l’incrociatore ausiliario Asia.

8 agosto, ad Ashuranda (sulla costa meridionale del Mar Caspio) una rivolta filo-sovietica prese il controllo della città. Le forze angolo-zariste occuparono la città, sequestrando 4 navi e 6 chiatte.

15 agosto, la cannoniera zarista Nadezhda si scontrava con una nave armata sovietica presso l’isola Lagan.

20 agosto, scontro presso l’isola Lagan tra le cannoniere zariste Kizil-Agacha e Nadezhda con due navi armate e un pontone armato sovietici. Il giorno seguente, le navi da guerra sovietiche bombardarono l’isola.

28 agosto, le cannoniere zariste Nadezhda e Arag si scontravano con delle cannoniere sovietiche.

Tra fine agosto e inizio settembre, il posamine sovietico Friedrich Engels pose un campo di mine vicino l’isola Lagan.

8 settembre, sulle mine del Friedrich Engels affondava la cannoniera zarista Arag.

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Friedrich Engels

28 settembre, 5 navi da guerra sovietiche e un pontone armato affrontarono le cannoniere zariste Dmitrij Donskoj, Slava e America. Durante la notte i zaristi tentarono di porre un campo di mine, ma un sottufficiale, segretamente dalla parte dei sovietici, riuscì a sabotare le mine prima che le navi partissero per la missione: posarono mine disinnescate. Una volta che i bianchi scoprirono il sabotaggio, il sottufficiale fu arrestato e fucilato.

30 settembre, scontro tra la cannoniera zarista Nadezhda e la cannoniera sovietica Altvater.

5 ottobre, la cannoniera zarista Nadezhda affondava sulle mine poste dal posamine sovietico Friedrich Engels. Lo stesso giorno, la cannoniera zarista America intercettò una goletta sovietica dotata di tubo lanciasiluro, i zaristi fucilarono i marinai sovietici della goletta.

14 novembre, dopo essere state calate dalla nave-appoggio Kama, due motosiluranti zariste risalirono il Volga attaccando il pontone armato sovietico 4, danneggiandolo.

18 novembre, i bianchi evacuarono l’isola Lagan.

1920
22 marzo, l’incrociatore ausiliario sovietico Kaspij e la cannoniera Roshal posarono un campo di mine.

31 marzo, sulle mine affondò l’incrociatore ausiliario zarista Knjaz Pozharskij.

4 aprile, i cacciatorpediniere sovietici Karl Liebknecht e Zorkij attaccarono Forte Aleksandr, mentre i zaristi stavano già evacuando. Le due navi sovietiche si scontrarono con l’incrociatore ausiliario zarista Opyt. Il Karl Liebknecht ricevette l’Ordine della Bandiera Rossa per questa azione. Il porto fu conquistato dalle forze sovietiche che catturarono 1200 zaristi (tra cui 70 ufficiali e 2 generali). Lo stesso giorno l’incrociatore ausiliario zarista Australia e la nave appoggio Khasovoj disertarono nel porto sovietico di Krasnovodsk. L’incrociatore fu ribattezzato Bela Kun.

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Karl Liebknecht

8 aprile, l’incrociatore ausiliario Kaspij e la cannoniera Proletarij scortavano il trasporto Konstantin Kaufman per un’operazione di sbarco, quando per un temporale il Kaspij naufragò: 52 marinai scomparvero, tra cui il comandante I. Peterskij. La nave fu poi recuperata nel 1934 per operare come nave da trasporto fino al 1960.

1° maggio, le navi da guerra sovietiche guidate dal cacciatorpediniere Karl Liebknecht raggiunsero Baku, già in mani sovietiche. I bianchi erano già fuggiti in Persia. A Baku furono integrate le navi della flotta azera, comprese le cannoniere Kars e Ardagan, e altre navi lasciate dai zaristi furono sequestrate: l’incrociatore ausiliario Pushkin (2 cannoni da 130mm), il posamine Gretsija e 8 altre navi (tra cui una nave-ospedale). Le cannoniere furono ribattezzate Lenin e Trotzkij, l’incrociatore Sovietskij Azerbajzhan.

18 maggio, la Marina sovietica pianificò l’offensiva finale contro l’ultimo porto zarista, la base di Anzali, in Persia. L’ammiraglia della flottiglia fu il cacciatorpediniere Karl Liebknecht, seguito dai cacciatorpediniere Delnij, Dejatelnij, Rastoropnij, dagli incrociatori ausiliari Proletarij, Rosa Luxemburg, Pushkin, Bela Kun, dalle cannoniere Kars e Ardagan, dal trasporto Gretsija e altre unità minori. I sovietici sbarcarono sorprendendo un nemico inerte e demoralizzato: gli inglesi non erano intenzionati ad impegnarsi in una guerra aperta e i zaristi erano demoralizzati per la fine del conflitto civile. Una motosilurante si avvicinò al Bela Kun inalberando una bandiera bianca per chiedere la tregua. Il governatore persiano di Anzali accettò la presenza sovietica e la flotta zarista si arrese senza sparare un solo colpo. I sovietici crearono la Repubblica sovietica di Gilan nel nord della Persia. La flotta zarista catturata comprendeva gli incrociatori ausiliari President Kruger, America, Europa, Africa, Dmitrij Donskoj, Asia, Slava, Miljutin, Opyt e Merkur, la nave appoggio motosiluranti Orljonok, la porta-idrovolanti Volga, 4 idrovolanti, 4 motosiluranti, 10 mercantili, numerose imbarcazioni e grandi quantità di rifornimenti e munizioni.

Dopo la resa di Anzali, il Mar Caspio fu completamente nelle mani sovietici, e le navi da guerra sovietiche condussero operazioni di bombardamento e sbarco sulle zone ancora occupate dai zaristi nel 1920 e nel 1921.

Karl Liebknecht

Karl Liebknecht

Fonte: Soviet Empire

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