Navi italiane acquisite dall’Unione Sovietica nel 1949. II Parte

1678181_original

Ljogkyj

Oltre alla corazzata Giulio Cesare, i sovietici ricevettero l’incrociatore Emanuele Filiberto, i cacciatorpediniere Artigliere e Fuciliere, le torpediniere Classe Ciclone, Animoso, Ardimentoso e Fortunale, e i sommergibili Nichelio e Marea, mentre il cacciatorpediniere Riboty non lo ritirarono essendo obsoleto, ed ancora MAS, motosiluranti, motovedette, navi cisterna, motozattere, una nave da trasporto e 12 rimorchiatori.kerchIncrociatore Kerch
Ex-Emanuele Filiberto Duca d’Aosta, varato a Livorno il 22 aprile 1934; Dislocamento a pieno carico 10374 tonnellate, Lunghezza 186,9 metri, larghezza 17,5 metri, Immersione 6,5 metri, apparato motore: 2 eliche, turbine a vapore Parsons alimentate da 6 caldaie Thornycroft, per una potenza di 110000 cv, velocità di 36,5 nodi, autonomia di 3900 miglia nautiche; protezione: linea di galleggiamento 105 mm, ponte: 35mm, barbette: 70mm, torrette: 90mm, torrione 100mm; Armamento: 8 cannoni da 152mm/53, 6 cannoni da 100mm/47, 8 cannoni da 37mm, 12 cannoncini da 20mm; equipaggio di 694 effettivi.
Al termine del conflitto, l’incrociatore Duca d’Aosta venne ceduto all’Unione Sovietica come riparazione per i danni di guerra. Le navi dovevano essere operative prima della cessione, quindi le unità furono sottoposte a lavori di manutenzione e miglioria nell’Arsenale di La Spezia, e quindi inviate nel porto di Odessa, ad eccezione della corazzata e dei sommergibili, inviati prima a Valona. Il trasferimento fu affidato ad equipaggi di marittimi italiani coordinati da ufficiali sovietici, al comando del Capitano di Vascello Semjon Mikhailovic Lobov. Le navi erano prive di munizioni a bordo, ad eccezione della corazzata, con 900 tonnellate di munizioni, e dei sommergibili con 32 siluri. Durante il conflitto i sovietici ricevettero in prestito dagli alleati 9 cacciatorpediniere classe Town, 3 sommergibili classe U, la corazzata Royal Sovereign (Archangelsk) e l’incrociatore leggero Milwaukee (Murmansk), restituito agli Stati Uniti dopo la consegna del Duca d’Aosta, che venne ribattezzato Kerch ed assegnato nella Flotta del Mar Nero. Il 7 febbraio 1956 la nave venne convertita in nave-scuola fino all’11 maggio 1958, quando venne denominata OS-32, radiata il 20 febbraio 1959 e demolita nel 1961.02077013Cacciatorpediniere Ljogkyj e Lovkyj
Ex-Artigliere, varato a Livorno l’8 agosto 1937, ed ex-Fuciliere, varato ad Ancona il 31 luglio 1938. Dislocamento a pieno carico 2460 tonnellate, lunghezza 106,7 metri, Larghezza 10,2 metri, immersione 3,50 metri; apparato motore: 2 eliche, turbine a vapore Belluzzo o Parsons alimentate da 3 caldaie Yarrow per una potenza di 48000 cv, velocità di 38 nodi, autonomia di 2200 miglia nautiche; Armamento (1953): 5 cannoni da 120mm/50, 10 cannoni da 37mm/70, 3 tubi lanciasiluri da 533mm, 2 lanciabombe BMB-1 e 2 tramogge per 20 bombe di profodità. Equipaggio di 206 effettivi. Nel 1951-1952 i cacciatorpediniere furono dotati dei radar di scoperta aerea Gjus-1M4 e di rilevazione bersagli di superficie Torch-M, oltre che di nuovi apparati radio, suppellettili interne, caldaie ausiliarie, sistema di riscaldamento, cucine e generatori diesel, per un costo pari a circa 3 milioni di rubli.
26367_originalIl trattato di pace del 1947 previde l’assegnazione dei cacciatorpediniere Fuciliere e Artigliere all’Unione Sovietica. Denominati Z20 e Z12, i cacciatorpediniere giunsero ad Odessa con equipaggi della marina mercantile italiana. Entrarono nella Marina sovietica il 10 gennaio 1950. Il Fuciliere fu rinominato inizialmente Nastojchivyj, poi Bedovyij e infine Ljogkyj. La nave fu assegnata alla Flotta del Mar Nero, al comando del Capitano di 2º Rango Kostantin Staritzin. Il 30 dicembre 1954, la nave fu declassata nave-bersaglio TSL-57. Nel marzo 1958 divenne nave-scuola ed assegnata alla 78.ma Brigata di addestramento, prima di essere radiata il 21 gennaio 1960.
L’Artigliere giunse ad Odessa il 21 gennaio 1949, sempre con un equipaggio della marina mercantile italiana, ed entrò nella Marina sovietica il 23 gennaio 1950. La nave venne ridenominata Neulovimyj, poi Bezposhadnyj e infine Lovkyj, quindi assegnata alla Flotta del Mar Nero al comando del capitano di 2° Rango Ivan Miroshnicenko. Il 30 dicembre 1954 la nave fu privata dell’armamento e declassata nave-bersaglio TSL-61. Il vicecomandante per l’armamento e le riparazioni navale, Ammiraglio N. I. Vinogradov, il 3 marzo 1955 decise di convertire il cacciatorpediniere Lovkyj in nave-picchetto radar, presso l’impianto N°13 di Sebastopoli. Il programma fu denominato SKB-172 e la nave ricevette la denominazione KVN-11, rientrando in servizio alla fine dell’ottobre 1955. La nave fu dotata di due radar di scoperta aerea P-8, che rilevavano bersagli aerei fino a una quota di 8000 m e una distanza di 200 km; del sistema d’informazione antiaereo BIP e del posto di comando antiaereo KPUNIA, mentre il radar Gjuis fu sostituito dal più avanzato Lin, il sistema radio fu completamente rinnovato e rafforzato ed adottato il sonar Tamir-5H per rilevare i sottomarini. I tubi lanciasiluri e l’armamento anti-superficie furono sostituiti da 2 impianti quadrinati per cannoni a tiro rapido da 57mm SM-24. Le armi antisom furono ampliate adottando 4 lanciabombe di profondità BMB-2 a poppa e 2 lanciarazzi RBU per cariche di profondità RSL-12 a prua. Tali modifiche diminuirono la stabilità del KVN-11 e la velocità massima scese a 23,4 nodi. Il costo dell’ammodernamento fu di 3,5 milioni di rubli. Nel marzo 1958 venne convertita in nave-scuola assegnata alla 78.ma Brigata di addestramento, prima di essere radiata nel febbraio 1960.

959a60bb511e

KVN-11

Torpediniere Ladnyj, Lutyj e Ljotnyj
Ex-Animoso, ex-Ardimentoso ed ex-Fortunale varate a Genova e Trieste nel 1942; Dislocamento a pieno carico 1683 tonnellate, lunghezza 87,8 metri, Larghezza 9,90 metri, immersione 3,77 metri; apparato motore: 2 eliche, turbine a vapore Tosi o Parsons alimentate da 2 caldaie Yarrow per una potenza di 16000 cv, velocità di 26 nodi, autonomia di 4000 miglia nautiche; Armamento: 2-3 cannoni da 100mm/47, 12-13 cannoncini da 20mm, 4 tubi lanciasiluri da 450mm. Equipaggio di 177 effetivi.
Contrassegnata Z15, la torpediniera Animoso venne consegnata alla Marina Sovietica ad Odessa il 16 marzo 1949. Venne ridenominata Ladnyj e impiegata assieme alle unità gemelle nell’addestramento presso la 78.ma Brigata. Privata dell’armamento il 30 dicembre 1954, venne riclassificata nave-bersaglio TSL-60 e radiata il 31 gennaio 1958. L’Ardimentoso venne ceduta all’Unione Sovietica il 28 febbraio 1949, con la sigla Z19 e la Fortunale il 1º marzo 1949 con la sigla Z17. Le due unità furono ribattezzate Lutyj e Letnyj e destinate all’addestramento presso la 78.ma Brigata di addestramento della Flotta del Mar Nero. La Lutyj venne declassata nave-bersaglio TSL-61 e nell’aprile 1958 nave-caserma PZK-150. Il 31 ottobre 1959 la nave venne radiata. La Ljotnyj venne declassata nave-bersaglio TSL-59 e il 29 dicembre 1959 fu affondata da un missile antinave P-15 Termit, durante un’esercitazione nel Mar Nero.30-3878464-nh-85906Fonte: Sergio Villaggio

Traduzione di Alessandro Lattanzio
SitoAuroraAurorSsito

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...